Comune di Cetara>>Conosci la città>>Territorio e frazioni

Territorio e frazioni

 

Territorio (Dati aggiornati ad aprile 2010):

Superficie: 4,92 Kmq
Altitudine minima: 0 metri
Altitudine massima: 932 metri
Altitudine del centro: 10 metri

Abitanti: 2.330
Abitanti per Kmq: 488,01
Maschi: 1153
Femmine: 1177
Famiglie: 854

 

Frazione Fuenti:

Abitanti: 101
Maschi: 46
Femmine:55

Famiglie: 39

 

Il toponimo di origine latina, Fontes=sorgenti, volgarizzato in Fuonte e spagnolizzato (non si sa da chi e perchè) in Fuenti, si riferisce alla ricchezza di acque sorgive del sito.
A Fuenti si trovavano tre chiese e tre cappelle. Nella parte più alta del casale c’era la chiesa di San Felice. Più ad ovest sorgeva la chiesa di S. Angelo e, infine, meno antica era la chiesa di S. Maria. Delle tre cappelle nulla si sa di preciso.
L’antico casale non esiste più, distrutto forse dalla caduta della falda del soprastante Monte Falerio. La frana travolse tutti gli edifici, trascinandoli nel mare. Non è certo se essa fu causata da un terremoto o da uno sconvolgimento di natura diversa. La distruzione dev’essere avvenuta tra il 1126 e il 1250.
Altra ipotesi fa riferimento al progressivo spopolamento del villaggio dopo il 1154, a seguito dell’intensificarsi delle incursioni dei saraceni, in particolare di quelli stanziatisi a Cetara, i quali utilizzavano la rada di Fuenti per tenervi ancorate le loro galee.
Ricerche archeologiche condotte all’inizio degli anni ’70 hanno rinvenuto nel mare di Fuenti i resti di una struttura sottomarina. Alcuni studiosi dicono che si tratta di un manufatto di epoca romana (I secolo a.C. – II secolo d.C.) adagiato sul fondo a 10 metri di profondità. Altri parlano di un pezzo del faro, nemmeno troppo antico, che era attivo a Fuenti fino a pochi decenni fa.
Lo scalo di Fuenti non fu mai una vera e propria struttura portuale artificiale; altro non era che un comodo e sicuro approdo naturale. Fu utilizzato prevalentemente dai monaci benedettini della Badia di Cava tra XI e XII secolo, per scaricare dalle navi i rifornimenti di derrate per l’Abbazia e i prodotti della terra ricavati dai loro possedimenti disseminati lungo il Mediterraneo. Il “porto” di Fuenti era, inoltre, fonte di reddito per l’Abbazia, che percepiva il diritto di ancoraggio delle imbarcazioni costrette a sostarvi temporaneamente. Alla fine del XII secolo il porto decadde.

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